Voglio riprendere in mano la nostra Costituzione, nell’ambito di un mio vasto ripensamento sui concetti politici, etici e filosofici di fondo che dovrebbero, a mio parere, guidare i fondamenti di un partito moderno. Con l’idea che la Costituzione debba essere un faro importante, ma non l’unico, del nostro modo di intendere il futuro.
Articolo 1L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Cosa è una Repubblica Democratica?
Una forma di governo che dà la sovranità all’intero corpus di cittadini. Il concetto aristotelico di Repubblica non coincide con il significato moderno che tende a mettere il concetto di ‘repubblica’ in opposizione a quello di monarchia. In sostanza, si attribuisce al termine repubblica una forma di governo esercitata attraverso poteri che non sono trasmessi per via ereditaria e che vengono determinati tramite la sovranità dell’intero corpus di cittadini.
Come è messa l’Italia da questo punto di vista?
Male, direi. La sovranità popolare è sostanzialmente fittizia. Il solo strumento elettorale (peraltro azzoppato dalle liste bloccate) non è che un palliativo per la piena attuazione di questo articolo.
Il vero passo in avanti non consiste solo nell’esercizio della sovranità durante il voto, ma anche PRIMA e DOPO il voto. Credo che ogni proposta di legge vada nella direzione di restituire sovranità al popolo sia da favorire. Al prossimo articolo per continuare a parlare di questo articolo I.
Pubblicato da rgrassi